Furto e Incendio: Valore Intero o Primo Rischio Assoluto?

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Quando si stipula un’assicurazione a copertura del furto e incendio spesso ci si trova a dovere scegliere se adottare la formula a valore intero o a primo rischio assoluto, due tipologie di copertura differenti motivate a loro volta da esigenze diverse che il cliente potrebbe trovarsi a volere soddisfare. Cerchiamo di fare un po’di chiarezza su questi metodi, partendo da quanto ci dice a proposito il Codice Civile, indicando le 2 definizioni e cercando di capire quando è meglio utilizzare l’una o l’altra formula.

Art. 1907 del Codice Civile – Assicurazione parziale

L’art. 1907 del Codice Civile – Assicurazione parziale recita così:

Se l’assicurazione copre solo una parte del valore che la cosa assicurata aveva nel tempo del sinistro, l’assicuratore risponde dei danni in proporzione della parte suddetta, a meno che non sia diversamente convenuto.

La legge disciplina dunque in questo caso l’assicurazione a valore intero, indicando ciò che avviene in caso di sottoassicurazione, e disciplinando il fatto che l’assicurazione in quel caso dovrà necessariamente corrispondere solo la parte di danno subito proporzionale al massimale per il quale ci si è assicurati.

Definizione di assicurazione a valore intero

La definizione di assicurazione a valore intero deriva dunque direttamente dall’art. 1907 del Codice Civile: si intende con questa dicitura la polizza che -in caso di risarcimento del danno- segue l’applicazione del criterio proporzionale qualora venisse accertato che il valore di rimpiazzo di ciò che è andato perduto eccede la somma assicurata.

Definizione di assicurazione a primo rischio assoluto

Diversamente dal caso sopra l’assicurazione a primo rischio assoluto rimane fuori da quanto stabilito dall’art. 1907 del Codice Civile, e permette un risarcimento entro i limiti del massimale assicurato in polizza, senza applicazione del criterio proporzionale.

assicurazione valore intero primo rischio assoluto

Un esempio pratico

Per comprendere meglio la differenza tra assicurazione a valore intero e a primo rischio assoluto proviamo a fare un esempio: immaginate di assicurare la nostra casa per il furto del contenuto, indicando un massimale di 20.000 € e avendo all’interno valori per 50.000 €; al verificarsi del sinistro, se il quantitativo di merce rubata ammonterà a 10.000 €, otterremmo come risarcimento danni:

  • 4.000 € in caso di assicurazione a valore intero (secondo la proporzionale avevamo assicurato solo il 40% del valore, dunque avremo rimborsato solo il 40% del danno subito)
  • 10.000 € in caso di assicurazione a primo rischio assoluto, poiché non seguendo il criterio proporzionale potremmo avere il rimborso con il solo limite del massimale assicurato (che in questo caso è maggiore del danno subito)

Vediamo ora in quali casi è meglio scegliere una o l’altra soluzione quando andiamo ad assicurarci.

Quando assicurarsi a valore intero e quando a primo rischio assoluto

Partiamo da un dato di fatto ovvio, ma che fa la differenza: costa molto di più assicurare qualcosa a valore intero che a primo rischio assoluto, e il motivo potete facilmente intuirlo vedendo l’esempio sopra relativo al risarcimento danni; in linea generale possiamo dire che quando si tratta di un incendio conviene assicurarsi a valore intero, poiché è molto facile che un’auto o una casa o il loro contenuto brucino interamente una volta divampate le fiamme, mentre quando si tratta di furto potremmo in alcuni casi pensare che i ladri non riusciranno a rubare l’intero contenuto (pensiamo ad esempio a un magazzino carico di merci ingombranti) ed è proprio questo il caso in cui conviene un’assicurazione a valore intero.

 

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