DDL Concorrenza: i test di Unipol non sono positivi per i consumatori

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Il DDL Concorrenza vuole cambiare in positivo il mercato delle assicurazioni e consentire riduzioni di premio, ma come spesso accade in questi casi è difficile sapere in anticipo quali saranno gli effetti prodotti dalle nuove norme, che passando dalla teoria alla pratica potrebbero rivelarsi insufficienti o addirittura controproducenti per i consumatori.

Andiamo a vedere cosa è emerso a riguardo dai test del gruppo Unipol che, in audizione a riguardo davanti alla commissione Industria del Senato, fanno emergere una certa preoccupazione circa l’effettiva efficacia delle nuove norme.

Risarcimento danni non patrimoniali per lesioni fisiche troppo gravoso per le assicurazioni

Il primo motivo per cui secondo il gruppo Unipol le nuove norme, se non saranno corrette, potrebbero fare aumentare i prezzi, è che il risarcimento danni non patrimoniali per lesioni fisiche in Italia è ancora troppo alto (probabilmente l’entità dei risarcimenti in questo caso è la più alta d’Europa).

Questo elemento era già stato ribadito da Ania nei mesi scorsi, e sembra ci sia concordanza tra le compagnie assicurative nell’assicurare che senza diminuire l’entità dei risarcimenti corrisposti ai danneggiati difficilmente si riuscirà a creare un risparmio nelle tasche degli italiani.

No alle soglie minime di sconto

Un altro elemento che, per quanto meno gravoso di quello precedente, rischia di compromettere la bontà del DDL concorrenza è -secondo il gruppo Unipol- l’introduzione di soglie minime di sconto per le compagnie in caso il cliente decidesse di installare una scatola nera o altri dispositivi volti ad aumentare la sicurezza stradale o a disincentivare le truffe assicurative.

Come fa notare l’ad di Unipol Carlo Cimbri un conto è sancire l’obbligo di sconto, un altro è predeterminare il suo importo minimo e, dal momento che il sistema per ora sta funzionando anche senza che tale soglia esista, nei palazzi di Via Stalingrado sono convinti che la nuova norma potrebbe compromettere l’equilibrio tariffario attualmente esistente, con l’effetto negativo di fare aumentare i prezzi delle polizze per potere praticare successivamente uno sconto obbligatorio.

unipol risparmio rc auto

Eliminare Tariffa Italia per non avere aumenti

Anche la disposizione denominata Tariffa Italia, volta a eliminare le discriminazioni tariffarie tra province, potrebbe fare aumentare i prezzi RC Auto: Vittorio Verdone, rappresentante del gruppo Unipol, la ha definita “demagogica” e ritiene che non produrrà un reale risparmio per i consumatori.

Questa è probabilmente la norma in assoluto in cui gli attuari ripongono meno fiducia, e anzi se ne dicono preoccupati poiché inevitabilmente omogeneizzare le tariffe vuole dire aumentarne alcune per farne diminuire altre.

Reintrodurre il carrozziere convenzionato

Una norma che invece secondo il gruppo Unipol produceva vero risparmio e andrebbe reintrodotta è quella che riguarda lo sconto praticato nel caso il cliente RC Auto accettasse la riparazione presso le carrozzerie convenzionate, tolta in realtà più per fare contenti i carrozzieri (che non volevano diventare terzisti delle compagnie assicurative) più che perché fosse effettivamente ritenuta inefficace.

Perplessità anche per le polizze vita

Il DDL concorrenza non si occupa solo di RC Auto, e in effetti il gruppo Unipol durante l’audizione in Senato ha avuto da ridire anche sulla cancellazione della norma che permette all’assicurato una completa conservazione del contributo aziendale anche in caso di trasferimento della propria posizione dal fondo riservato alla propria categoria professionale a uno aperto, gestito da una compagnia: il gruppo Unipol fa notare come questi strumenti assicurativi, rendono meglio di un semplice TFR lasciato in azienda pur avendo costi di gestione più alti, e che deve essere assicurata al consumatore una reale libertà di scelta che potrebbe fruttare in termini economici.

Serve coraggio o è meglio non intaccare gli equilibri?

Alla luce dei test di Unipol, tutt’altro che confortanti per i consumatori, la domanda che ci si pone nel settore è se abbia più senso procedere coraggiosamente con le riforme (sperando dunque che tali test si rivelino errati) o se è meglio toccare il meno possibile un mercato assicurativo che in effetti dopo le riforme del governo Monti si sta rivelando migliore rispetto a qualche anno fa, con prezzi RC Auto in costante discesa, anche in zone come Napoli in cui questo sembrava impossibile fino a qualche mese fa.

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