Gli emendamenti al Ddl concorrenza faranno aumentare l’RC Auto?

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Sono già alcuni mesi che si parla del cosiddetto Ddl concorrenza, ovvero la nuova legge voluta dal governo Renzi al fine di semplificare le regole per aumentare la competitività tra le aziende, in modo da potere concedere indirettamente un risparmio ai consumatori. In questi ultimi giorni, alla luce di alcuni emendamenti presentati, si è fatta ancora più forte la paura che per quanto riguarda le assicurazioni RC Auto questo disegno di legge possa portare effetti negativi, facendo aumentare le tariffe.

Andiamo a vedere nel dettaglio cosa sta succedendo tra i banchi del parlamento, in modo da potere capire quali sono le paure relative agli emendamenti del Ddl concorrenza e cosa dobbiamo aspettarci nell’immediato futuro.

Mettere mano alla discesa delle tariffe RC Auto è rischioso?

Innanzitutto partiamo da un dato di fatto: le tariffe delle assicurazioni RC Auto hanno intrapreso da anni un trend discendente, iniziato con le riforme voluto dal governo Monti e non ancora esaurito.

Noi come nel nostro stile non intendiamo entrare nella diatriba politica, ma analizzando i dati in maniera puramente tecnica, e soprattutto guardando i risultati, possiamo dire che il governo Monti è arrivato dove Prodi e Berlusconi non erano riusciti a combinare granché … ha dunque senso mettere mano a qualcosa che sta già funzionando per accelerarne il processo?

In un certo senso sì, perché in alcune zone d’Italia (vedi Napoli e provincia, ma anche Caserta, Prato, alcune province della Puglia o della Calabria) i prezzi delle polizze auto sono ancora molto alti, quindi il Ddl concorrenza potrebbe avere un’effettiva utilità anche per quanto riguarda i prezzi delle assicurazioni, a patto di agire con prudenza.

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Non solo Tariffa Italia

Non ci soffermeremo più di tanto sulle controversie destate dalla cosiddetta Tariffa Italia, poiché se ne è già parlato da tempo, anche sulle pagine di questo notiziario … non sappiamo ancora come intendano comportarsi le compagnie a riguardo, e in questo caso fare una previsione è davvero difficile, ci limitiamo ad ascoltare tutte le campane provenienti dai vari schieramenti, nella speranza che tutto si concluda con il bene degli automobilisti onesti.

Tra gli emendamenti ne spuntano alcuni (voluti da FI e Sel) volti a eliminare le clausole che le compagnie assicurative propongono agli assicurati per avere degli sconti, su questi occorrerà discutere con molta attenzione in Parlamento e consultare i tecnici per comprendere se il rapporto richio/beneficio sia effettivamente a favore dei consumatori.

Abolizione dell’obbligo di accertamento strumentale del colpo di frusta: l’emendamento più controverso

Tra gli emendamenti al Ddl concorrenza più controversi non si può fare a meno di notare che la richiesta di abolizione dell’obbligo di accertamento strumentale del colpo di frusta è quello che desta maggiori perplessità: anni fa la richiesta di una lastra per dimostrare l’effettivo infortunio ha eliminato un gran numero di truffe ai danni delle compagnie assicurative, contribuendo in maniera sensibile alla diminuzione dell’entità dei risarcimenti e innescando -assieme ad altri provvedimenti- la diminuzione del trend tariffario che vediamo tuttora in atto … basti pensare che dal 2011 al 2014 i danni lievi sono scesi da 580.000 a 370.000 per comprendere come le compagnie assicurative siano state messe con le spalle al muro e moralmente obbligate a diminuire le tariffe di fronte a uno snellimento tanto ingente delle pratiche di risarcimento.

Abolendo l’obbligo di accertamento strumentale del colpo di frusta (come è stato richiesto da alcuni parlamentari di Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Sel) si finirebbe con il decretare l’infortunio attraverso un semplice controllo clinico anzi che tramite radiografia, con evidente gioia dei furbetti e probabilmente con i guidatori onesti costretti a pagare l’aggravio che finirebbe nelle tasche dei truffatori.

 

 

 

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