Assicurazione a Delinquere – Confessioni di un insider

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Negli ultimi giorni è stata fatta una massiccia campagna pubblicitaria riguardo al libro Assicurazione a Delinquere – Confessioni di un insider – tutto quello che non sappiamo sulle compagnie assicurative, scritto dal patrocinatore stragiudiziale padovano Massimo Quezel ed edito da Chiarelettere, che si propone di raccontare cosa non funziona dietro al meccanismo delle compagnie assicurative nella gestione danni.

Andiamo a vedere di cosa parla questo libro, che se da un lato di certo non va mitizzato ma semplicemente preso per ciò che è (un pamphlet dettato da una visione di parte), dall’altro lato è sicuramente consigliabile poiché la sua lettura aiuta sicuramente a cogliere alcuni aspetti e criticità che -magari non in maniera così esasperata come Massimo Quezel cerca di fare credere- sicuramente sono propri del mondo assicurativo.

Assicurazione a Delinquere: una visione di parte

Come abbiamo premesso il libro per quanto interessante non offre un valido contraddittorio, ma esprime una visione ampiamente di parte, come del resto è logico che sia essendo scritto da un patrocinatore stragiudiziale.

Massimo Quezel ha subito un incidente a 30 anni, e si è dovuto confrontare con tutte le difficoltà che un comune cittadino ha nella gestione del risarcimento assicurativo … dopo avere avuto questa spiacevole esperienza ha deciso di farne tesoro e dedicare la sua professionalità alla consulenza in materia di risarcimento danni: nel 1998 fonda Studio Blu Responsabilità & Risarcimento, azienda leader nel settore della quale è tuttora presidente, non stupisce più di tanto dunque che la sua visione sia quella di chi deve vendere al cliente l’idea di un mondo assicurativo ingiusto nei confronti di chi subisce un sinistro.

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Aumenti di polizza? I dati non convincono

Nella campagna pubblicitaria di Assicurazione a delinquere – confessioni di un insider si punta molto sul fatto che i prezzi delle polizze RC Auto sono aumentati e di molto negli ultimi anni … chi ha un’assicurazione RCA probabilmente sa bene che è avvenuto l’esatto contrario, e che il calo dei prezzi ha riguardato negli ultimi tempi anche le province più a rischio come quella di Napoli, in cui gli automobilisti sono stati vessati per anni.

Qualche aumento del premio di polizza negli ultimi anni c’è stato, ma circoscritto ad alcune province in alcuni trimestri, mentre il trend generale è stabilmente in calo dai tempi delle riforme del governo Monti.

8 volte su 10 le compagnie non riconoscono il giusto risarcimento

L’altra leva pubblicitaria utilizzata nella campagna di Assicurazione a delinquere – confessioni di un insider è la frase “otto volte su dieci le compagnie non riconoscono il giusto risarcimento” … in questo caso non abbiamo dati numerici da opporre come nel caso precedente, ovviamente determinare cosa sia un “giusto” risarcimento è cosa che varia di parecchio a seconda che si stia una parte o dall’altra della barricata: quello che per la compagnia assicurativa, che guadagna di più quanti meno risarcimenti eroga, sarà un risarcimento giusto probabilmente verrà giudicato migliorabile da chi come il signor Quezel guadagna sull’insoddisfazione del cliente nei confronti del risarcimento assicurativo stesso.

Di sicuro sia le assicurazioni che gli studi di consulenza in questo caso sono in evidente conflitto di interessi nel giudicare cosa sia un giusto risarcimento, più che queste due figure professionali sono i giudici le persone maggiormente deputate a riconoscere la giustizia in questo genere di questioni, poiché non hanno nulla da guadagnare (o da perdere) a seconda del risarcimento erogato.

Assicurazione a Delinquere – una lettura interessante

Anche se tradizionalmente il nostro portale è sempre stato schierato a favore del cittadino, non esiteremmo a definire Assicurazione a delinquere – confessioni di un insider un libro decisamente di parte, pronto a confermare né più né meno di quello che il cliente vuole sentirsi dire, tuttavia come premesso ne consigliamo la lettura anche ai professionisti del settore, poiché apre la mente a un punto di vista sulla questione diametralmente opposto rispetto a quello con cui si è abituati ad avere a che fare durante la giornata lavorativa.

 

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