Infortunio sul lavoro e INAIL: quali obblighi?

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Tra le assicurazioni obbligatorie Inail ricopre sicuramente una posizione di assoluto rilievo in Italia, vediamo dunque di fornire una spiegazione quanto più dettagliata possibile su quelli che sono gli obblighi di assicurazione e di segnalazione dell’infortunio, in modo da evitare errori che potrebbero costarci cari.

INAIL e obbligo assicurativo

Vanno obbligatoriamente iscritti all’INAIL (Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro) tutti i soggetti previsti nell’art. 1 del D.P.R. 1124/65. Dal 16/03/2000 (Testo Unico).

L’obbligo è in capo al datore di lavoro, al fine di garantire ai lavoratori dipendenti, in caso di infortunio sul lavoro e di malattia professionale, la necessaria tutela fisica, giuridica, sanitaria ed economica.

Con l’evoluzione dei contratti si è reso necessario estendere la copertura assicurativa anche a soggetti come i collaboratori coordinati e continuativi; in linea di massima possiamo includere i lavoratori che vanno iscritti all’INAIL nelle seguenti categorie:

  • lavoratori subordinati e autonomi che svolgano attività retribuita
  • addetti ai servizi domestici e familiari
  • lavoratori a domicilio
  • apprendisti
  • lavoratori agricoli
  • artigiani
  • medici radiologi
  • piazzisti
  • soci di cooperative o di ogni altra società
  • associati in partecipazione, familiari del datore di lavoro
  • lavoratori italiani operanti all’estero quando svolgano attività pericolose.

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Attività a rischio

Le attività a rischio ai fini dell’obbligo di iscrizione all’INAIL si determinano nel seguente modo:

  • attività con macchine non mosse direttamente dal lavoratore, con apparecchi a pressione e con impianti elettrici o termici;
  • attività in ambienti in cui si fa uso di tali macchine;
  • attività complementari o sussidiarie alle attività rischiose;
  • attività per cui c’è presunzione di rischio (es.: lavori edili e stradali, in magazzini e depositi, mansioni di nettezza urbana e così via).

L’assicurazione è obbligatoria anche quando i macchinari pericolosi sono adoperati in via transitoria o utilizzati per prova, presentazione pratica o esperimento.

Obbligo di segnalazione di infortunio

Un obbligo che invece che al datore fa capo al lavoratore è quello di segnalare qualsiasi infortunio accadutogli (anche di lieve entità) al datore di lavoro o a un dirigente o persona preposta.

Attenzione: se non si adempie a questo obbligo si perde il diritto all’indennità economica temporanea per i giorni antecedenti a quello in cui il datore di lavoro ne ha avuto conoscenza.

Oltre a ciò il lavoratore è tenuto a fare pervenire al datore di lavoro i certificati medici attestanti l’inizio dell’infortunio, la sua continuazione e l’avvenuta guarigione dallo stesso.

Obbligo di denuncia dell’infortunio

Quando gli viene notificato l’infortunio il datore di lavoro deve redigere la richiesta di visita medica di infortunio ed accompagnare (con spese a proprio carico) l’infortunato presso il più vicino ambulatorio INAIL, oppure al più vicino al pronto soccorso al fine di sottoporlo a visita medica, come stabilito dall’art. 92 del D.P.R. 1124/65.

Il datore di lavoro ha un ulteriore obbligo, ovvero quello di tenere esposto in luogo apposito e in modo visibile un cartello indicante i medici e gli stabilimenti di cura designati dall’INAIL (sempre secondo l’art. 92, comma 4, del D.P.R. 1124/65).

Se l’infortunio è prognosticato non guaribile entro 3 giorni, il datore di lavoro è tenuto a denunciare l’evento sia all’INAIL (datore di lavoro soggetto all’assicurazione infortuni) sia all’autorità di pubblica sicurezza (e questo vale per qualsiasi i datore di lavoro).

Obbligo di disponibilità per il lavoratore assente

Quando il lavoratore a cui è stato diagnosticato l’infortunio non potrà recarsi a svolgere le proprie mansioni sarà soggetto all’obbligo di disponibilità alle visite di controllo, che potranno essere legittimamente sollecitate durante tutto il periodo di degenza.

 

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