Riforma Pensioni 2016: entrano in gioco le assicurazioni

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La partita per la Riforma delle Pensioni 2016 che si sta giocando sui banchi del Parlamento è quantomai ostica:

da un lato si devono fare i conti con la necessità di allungare la vita lavorativa dei contribuenti, a causa dell’aumento della vita media e delle pessime condizioni in cui versano le casse della previdenza, dall’altro si rende necessario trovare una soluzione popolare per evitare di fare lavorare tutti gli italiani fino a un’età in cui -comprensibilmente- molti riterrebbero opportuno essere già in pensione da un po’.

Il cosiddetto prestito pensionistico al momento sembra la soluzione più indicata per risolvere questo problema, si tratta di un istituto che chiama in causa banche e assicurazioni per consentire al contribuente di andare in pensione un po’prima di quanto dovrebbe, grazie all’intervento di un istituto bancario o di una compagnia assicurativa che prestano i soldi necessari: vediamo nel dettaglio cos’è e come funziona questa idea, che potrebbe risolvere non pochi problemi agli italiani.

Prestito previdenziale per gli over 55: come funziona?

L’idea è semplice: partendo dal presupposto che fino ad ora qualsiasi idea volta a favorire la flessibilità in uscita è sempre stata impossibile da realizzare a causa di vincoli di bilancio occorre garantirla tramite un sistema che non rappresenti un costo.

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Ipotesi 1 – penalizzare l’uscita anticipata

La prima ipotesi di soluzione al problema ipotizzata è stata penalizzare di un 2/4% ogni anno di uscita anticipata dal mondo lavorativo, in pratica si tratta di avere la libertà di andare in pensione prima prendendo però un assegno inferiore per tutta la vita.

Una proposta giunta niente meno che dal presidente Inps Tito Boeri, che tuttavia risulta troppo onerosa, e con ogni probabilità non potrà essere realizzata.

Ipotesi 2 – il prestito ponte

Vista la difficoltà nel realizzare un’uscita anticipata con penalizzazione si è pensato alla possibilità di chiedere aiuto a banche e assicurazioni, che garantirebbero la flessibilità in uscita dei pensionati in un modo semplicissimo:

il lavoratore over 55 al quale manchino 2 o 3 anni alla pensione potrà decidere di ritirarsi immediatamente, grazie a un prestito concesso da un istituto bancario o assicurativo, che sarà poi restituito grazie a una trattenuta sulla pensione.

Nessun costo per lo Stato e ben pochi per i pensionati

La bontà dell’idea è facile da motivare:

lo Stato non sostiene di fatto costi, dato che questi vengono sobbarcati da istituti privati, che al momento di operare la trattenuta sulla pensione del cittadino si “accontenterebbero” solamente di aggiungere un rimborso spese … non si tratta insomma del classico prestito costoso da restituire al quale siamo abituati quando chiediamo un finanziamento, ma di una sorta di braccio teso da parte di banche e assicurazioni verso chi, arrivato ad avere concluso gran parte della propria vita lavorativa, non si sente di continuare.

Al momento non ci sono ancora certezze riguardo al fatto che il governo Renzi e il Parlamento adotteranno questa misura per la riforma pensioni 2016, tuttavia questa sembra la maniera più indolore di ottenere la flessibilità in uscita per i lavoratori.

 

 

 

 

 

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