Poliennalità contratti: perché non bisogna abolire tacito rinnovo

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Negli ultimi tempi si è sollevata una vera a propria protesta bipartisan, che vede uniti gli assicuratori e i consumatori, contro l’idea del governo Renzi di abolire il tacito rinnovo nelle polizze danni. Mentre la cosiddetta poliennalità vincolata è effettivamente una pratica che andrebbe scongiurata per il bene dei consumatori meno accorti, il tacito rinnovo è un importante strumento di salvaguardia, andiamo a vedere quali sono i motivi principali per i quali non va eliminato dai contratti.

Esistono polizze stipulate con l’intento della poliennalità

Mentre un’assicurazione come può essere ad esempio l’RC Auto viene stipulata normalmente con l’intento di cambiare ogni anno compagnia, in cerca della tariffa più conveniente, esistono contratti che quando vengono stipulati è nell’interesse del cliente che non vengano ritoccati per più tempo possibile, l’esempio più classico riguarda tutte le polizze che hanno una tariffa che va ad innalzarsi ad ogni compleanno dell’assicurato.

Un’assicurazione sanitaria stipulata a 40 anni ha un costo, a 41 ne ha un altro superiore a parità di garanzie prestate, questo di per sé è già un motivo per cui il contraente non ha alcun interesse a rinunciare al tacito rinnovo, anzi cerca di prolungare il contratto in essere il più possibile.

Il pericolo più grande: la compagnia non rinnova il contratto

Il pericolo peggiore in assoluto tuttavia non è quello di subire un aggravamento del costo ogni anno, bensì quello di non vedersi rinnovare il contratto nel momento del bisogno, ovvero quando -sopraggiunta una malattia che necessita di cure per gli anni a venire- la compagnia perde ogni interesse a rinnovare il rapporto contrattuale.

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Anapa: i politici non conoscono il funzionamento delle assicurazioni

La vera domanda è: per quale motivo il governo Renzi ha proposto l’abolizione del tacito rinnovo se questa scontenta entrambe le fazioni (clienti e assicuratori)?

A pensare male qualcuno potrebbe dire che questo è stato fatto per fare felice una terza parte in causa, ovvero le compagnie assicurative, ma la spiegazione più semplice è quella fornita dal presidente di Anapa Rete ImpresAgenzia Vincenzo Cirasola:

i politici non conoscono il funzionamento delle assicurazioni, e -aggiungiamo noi- probabilmente confondono la poliennalità vincolata con la possibilità di rinnovare tacitamente i contratti, motivo per cui sono incorsi in questa pericolosa gaffe alla quale dovrebbero porre rimedio prima possibile, onde evitare conseguenze che in alcuni casi potrebbero essere catastrofiche per i cittadini.

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