Scatola Nera Obbligatoria: facciamo chiarezza

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Negli ultimi mesi è circolata sempre più insistentemente una notizia, sia sui siti internet che sulla carta stampata: la scatola nera diventerà obbligatoria per legge su tutte le autovetture d’Italia.

Premettiamo che si tratta di una proposta ancora in fase di elaborazione, quindi non esiste ancora in concreto alcun obbligo di installazione, tuttavia riteniamo opportuno fare il punto della situazione, sia per informare i consumatori di cosa potrebbe accadere sia per sfatare alcuni falsi miti riguardo alla black box.

Premettiamo immediatamente che non è tutto oro quello che luccica e che l’installazione di un dispositivo sebbene permetta un risparmio ha anche dei lati negativi, andiamo a vedere cosa potrebbe cambiare a breve nella disciplina delle assicurazioni RC Auto.

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Un emendamento nato dalle tendenze del mercato

L’emendamento dei senatori Salvatore Tomaselli e Luigi Marino non nasce dal nulla, bensì viene incontro a un trend di mercato che mostra chiaramente il successo crescente della richiesta di dispositivi satellitari da installare sulla propria macchina.

I motivi per i quali sempre più clienti desiderano una scatola nera a bordo sono molteplici, ma tra i principali possiamo citare:

  • il desiderio di ottenere uno sconto sulla propria polizza RCA (tanto più forte quanto più si vive in province in cui assicurarsi costa molto)
  • maggiore tutela dal rischio di subire truffe assicurative
  • una maggiore sicurezza data dalla geolocalizzazione (es. in caso di uscita di strada o furto della vettura)
  • la possibilità di accedere a servizi aggiuntivi (es. sconti sulla copertura furto incendio)

considerando la grande diffusione ottenuta dalla black box, ancora facoltativa, possiamo prevedere che nei prossimi anni la gran parte degli italiani -se degnamente incentivati delle compagnie- chiederà di sua spontanea volontà l’installazione, anche senza dovere sottostare a obblighi di legge.

Chi non vuole la scatola nera?

Per completezza dobbiamo anche dire che esistono alcune zone d’Italia in cui il dispositivo di geolocalizzazione non sta riscuotendo grande successo:

dal momento che il desiderio di spendere meno è il principale motivo di richiesta va da sè che esistono province in cui la domanda è alta (es. Napoli, che tra le grandi città è quella con le tariffe più alte) ed altre in cui è assai bassa (es. Aosta, uno dei capoluoghi storicamente più convenienti per assicurare la propria auto).

La privacy? Gli aumenti? Cosa c’è di vero?

Contestualmente all’ipotesi di obbligatorietà della scatola nera alcuni giornalisti hanno ipotizzato diverse “piccole catastrofi” che potrebbero abbattersi sui consumatori, alcune più o meno fondate (es. il fatto che un dispositivo del genere potrebbe influire, per quanto in maniera minima, sul consumo di batteria dell’auto), altre ai limiti del complottismo (es. il fatto che la vendita della quota di Luca Cordero di Montezemolo nell’azienda Octo Telematics ai russi di Renova Group potrebbe favorire l’accesso da parte di Putin ai dati sensibili di noi automobilisti italiani).

Non c’è invece motivo di ritenere come è stato scritto su alcuni siti internet che le compagnie assicurative possano rifiutarsi di pagare un risarcimento a causa della velocità eccessiva (che di norma viene già rilevata dalle perizie, peraltro), anche se non ci sentiamo con certezza di escludere che in un futuro possano esserci riduzioni di premio per i cosiddetti “guidatori virtuosi” dalle quali rimarrebbero esclusi i guidatori poco disciplinati o che in generale violano regolarmente le norme del Codice della Strada.

 

 

 

 

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