Attestato di Rischio Dinamico: cos’è e come funziona

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Dopo avere abbracciato il formato elettronico, da alcuni mesi a questa parte l’attestato di rischio è diventato dinamico, allo scopo di garantire maggiore precisione e in un’ottica di prevenzione delle possibili frodi assicurative;

cerchiamo di spiegare brevemente cos’è il nuovo attestato di rischio dinamico e come funziona, in modo da fornire una spiegazione breve ma esaustiva a chi si dovesse trovare ad avere a che fare con la nuova disciplina RC Auto.

Cosa cambia con l’attestato di rischio dinamico

Le principali novità portate in dote dall’attestato di rischio dinamico sono le seguenti:

attestato rischio dinamico

Polizze di durata temporanea

Da ora in poi è possibile valorizzare i sinistri su assicurazioni temporanee, nonché su quei contratti che, pur avendo durata annuali, sono stati interrotti prima della loro naturale scadenza.

Memorizzazione dei sinistri degli ultimi 10 anni

Anche se la validità dell’attestato di rischio rimarrà ferma a 5 anni, la nuova forma dinamica prevede una progressiva estensione della durata dello stesso a 10 anni.

Sinistri tardivi

La novità forse più significativa è che l’attestato di rischio dinamico porrà fine all’annosa questione dei sinistri tardivi, ovvero quelli che sono stati effettivamente commessi dall’assicurato ma che non compaiono ancora nell’attestato di rischio vero e proprio, segnalandone la presenza anche in caso di cambio di compagnia l’anno successivo.

Le nuove norme a tutela degli assicurati disciplinati

Queste nuove norme, se da un lato vanno a penalizzare chi ha commesso dei sinistri che prima erano difficili da rilevare, dall’altro andranno a vantaggio di chi non ha effettivamente commesso incidenti stradali, dal momento che il peso economico dei risarcimenti andrà a gravare maggiormente sull’effettivo responsabile e meno sulla collettività;

l’attestato di rischio dinamico mette dunque fine a una piccola forma di ingiustizia nei confronti del cosiddetto assicurati virtuoso, andando a valorizzare una guida sicura;

anche se la norma è entrata in vigore a inizio agosto, dovremo attendere il 2019 per avere le prime informazioni circa gli effettivi risultati raggiunti da questo nuovo provvedimento.

 

 

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