Infortunio in smart working: come funziona?

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Lo smart working, disciplinato dalla legge n. 81/2017, è una modalità di svolgimento della prestazione lavorativa caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro;

se prima del 2020 tale pratica non era particolarmente diffusa, a seguito delle limitazioni imposte causa Covid-19 c’è stato un aumento esponenziale di lavoratori che offrono prestazioni in smart working.

Vediamo oggi di dare una risposta esauriente a uno dei dubbi più comuni riguardo al rapporto tra assicurazioni e smart working, ovvero cosa succede in caso di infortunio sul lavoro.

L’infortunio in smart working è coperto da Inail?

Sgombriamo subito il campo dal primo grande dubbio: anche l’infortunio avvenuto in smart working è coperto da Inail, l’assicurazione copre morte, inabilità permanente, inabilità assoluta o temporanea per oltre 3 giorni;

non è dunque necessario stipulare una polizza a parte, a meno che non si desideri integrare privatamente la copertura offerta da Inail.

Cosa copre l’Inail in caso di infortunio in smart working?

Il susseguirsi di DPCM che hanno regolato, tra le altre cose, lo smart working in tempi di coronavirus, non ha intaccato quanto concerne l’assicurazione Inail:

sono coperti tutti gli infortuni o le malattie professionali verificatisi a causa di un rischio connesso all’attività lavorativa, anche se l’evento si verifica in casa propria;

il datore di lavoro rimane responsabile dell’incolumità del lavoratore (con la sola eccezione del rischio elettivo, cioè messo in atto volutamente dal lavoratore senza alcun vincolo di forza maggiore).

Esempi pratici

Per chiarire al meglio la situazione vediamo un paio di esempi pratici:

se il lavoratore rimane vittima di una caduta in casa durante l’espletamento delle pratiche lavorative (ad esempio perché stava recuperando del materiale utile allo svolgimento della prestazione) questo sarà infortunio sul lavoro;

se il lavoratore si fa male giocando con i figli o affettando la verdura per prepararsi il pasto questi non saranno infortuni sul lavoro, poiché non concernenti l’attività lavorativa.

Occorre precisare che lo smart working non deve svolgersi necessariamente in casa, motivo per cui Inail coprirà anche infortuni avvenuti in altri luoghi dichiarati come ambiente lavorativo, es. hotel, casa vacanze o campeggio, purché vengano rispettate le condizioni di cui sopra.

Smart working e infortunio in itinere

Anche in caso di infortunio in itinere non esistono sostanziali differenze tra lavoro in ufficio e smart working, ma occorre fare attenzione ad alcuni dettagli:

anche in questo caso la sede lavorativa deve essere dichiarata precedentemente (es. se si lavora dalla propria casa al mare questo deve essere stato precedentemente concordato con il datore di lavoro);

l’evento non deve verificarsi durante soste o pause non previste (ad esempio mentre si è scesi al bar a prendere un caffè o si sta facendo una sosta non necessaria in Autogrill);

rimane dunque coperto ciò che concerne l’attività lavorativa, ad esempio il tragitto per andare e tornare dalla biblioteca per reperire materiale utile allo svolgimento dell’opera;

come da prassi Inail può ordinare accertamenti per verificare se sussistano le condizioni sopra espresse, specialmente nei casi di più difficile interpretazione potrebbe essere necessario il parere di un perito.

Come comunicare a Inail l’infortunio in smart working

Qualora ci si dovesse infortunare, occorre avvisare prontamente il proprio datore di lavoro, che presenterà denuncia secondo la procedura stabilita dall’articolo 53, D.P.R. 1124/1965;

non spetta al proprio titolare stabilire se sussistono le condizioni per ottenere il risarcimento, egli si limiterà a fornire gli elementi utili alla valutazione di cui è in possesso, quindi l’assicurazione farà le proprie valutazioni.

Ricordiamo che anche se l’infortunio è avvenuto in casa o comunque fuori ufficio, il datore di lavoro rimane obbligato ad avvisare l’ente, pena pesanti multe.

Smart working e assicurazioni private

Le assicurazioni private coprono a loro volta lo smart working, anche se limitate alla sola attività lavorativa, ma come sempre quando si stipula una polizza del genere con una compagnia, rimane valido il consiglio di acquistare una copertura valida sulle 24 ore.

Gli assicuratori nel 2021 hanno come sfida il riadattamento delle polizze alle nuove circostanze venutesi a creare a seguito dell’emergenza Covid-19, non stupisce dunque ipotizzare che ben presto le note informative di alcuni prodotti possano essere adeguate includendo esplicitamente una disciplina per il lavoro da casa, o addirittura vengano creati contratti ad hoc per questo genere di situazioni.

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