Legge Gelli e responsabilità del medico

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La legge Gelli ha introdotto importanti novità per quanto concerne la responsabilità professionale del medico, che si ripercuotono sulle polizze assicurative, da sempre strumento ideale per la tutela del professionista.

Facciamo chiarezza su questo provvedimento, che non ha avuto la portata dirompente che ci si aspettava, ma ha comunque in parte rivoluzionato il discorso della responsabilità del medico.

Riforma Gelli Bianco: cosa cambia

La riforma portata dalla legge n. 84 8 marzo 2017 introduce nel Codice Penale l’art. 590 sexies, che disciplina la responsabilità penale per morte o lesioni colpose in ambito medico.

Capire le sfumature di questa novità non è così intuitivo, ma la giurisprudenza ritiene che l’effetto pratico sia quello di avere fatto cadere le differenze tra colpa lieve e colpa grave in ambito medico, appiattendo il concetto di imperizia del sanitario.

Le Sezioni Unite della Cassazione, nel corso di questi primi anni di applicazione della legge, hanno affermato che chi esercita una professione sanitaria può essere giudicato colpevole per morte o lesioni personali anche se l’evento si è verificato per negligenza o imprudenza con colpa lieve, principalmente nei seguenti casi:

  • quando il caso concreto non è regolato dalle raccomandazioni delle linee-guida o, in mancanza di esse, dalle buone pratiche clinico-assistenziali
  • in caso di errore nell’individuazione della tipologia di intervento da eseguire e delle relative linee guida (cd. imperizia in eligendo)

in caso di colpa grave il personale sanitario può essere giudicato colpevole anche quando avesse seguito le linee guida adeguate.

Legge Gelli, contenziosi e assicurazioni

Una novità di un certo rilievo in materia assicurativa riguarda l’introduzione di un obbligo di conciliazione tra le parti:

in questo caso le compagnie assicurative di entrambe le parti in causa porteranno una perizia, che sarà esaminata da un consulente tecnico d’ufficio, il quale dopo averle esaminate proporrà un accordo.

Prima di andare in tribunale è ora obbligatorio tentare anche una conciliazione stragiudiziale, e qualora il cittadino colpito da malasanità non riuscisse ad ottenere un risarcimento equo dalla struttura ospedaliera, potrà comunque rivolgersi all’assicurazione.

Obbligo di assicurazione per tutti i medici

Al fine di potere mettere in pratica le direttive sopra esposte, la legge Gelli ha introdotto l’obbligo assicurativo per tutti i medici, compresi i liberi professionisti.

Al fine di tutelare i pazienti dalla possibilità di doversi rivalere su un’assicurazione nel frattempo fallita, è stato introdotto anche un fondo di garanzia.

Massimali assicurazione medico

La legge Gelli stabilisce che le polizze assicurative obbligatorie debbano avere i seguenti massimali:

Nelle strutture

per le strutture ambulatoriali che non eseguono prestazioni erogabili solo in ambulatori protetti, ossia ambulatori situati nell’ambito di istituti di ricovero e cura, compresi i laboratori di analisi, un massimale non inferiore ad €1.000.000,00 per sinistro, ed un massimale per ciascun anno non inferiore al triplo di quello per sinistro;

per le strutture che non svolgono attività chirurgica, ortopedica, anestesiologica e parto, comprese le strutture socio sanitarie residenziali e semi residenziali, nonché per le strutture ambulatoriali che eseguono prestazioni erogabili solo in ambulatori protetti, ossia ambulatori situati nell’ambito di istituti di ricovero e cura, o attività odontoiatrica e per le strutture sociosanitarie, massimale non inferiore a € 2.000.000,00 per sinistro, e massimale per ciascun anno non inferiore al triplo del massimale per sinistro;

per le strutture che svolgono anche attività chirurgica, ortopedica, anestesiologica e parto, massimale non inferiore a € 4.000.000,00 per sinistro, e massimale per ciascun anno non inferiore al triplo del massimale per sinistro;

per i sinistri in serie, massimale per sinistro e per anno non inferiore al triplo del massimale per sinistro indipendentemente dal numero dei danneggiati.

Fuori dalle strutture

Per chi svolge attività fuori strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche o private o che presti la sua opera all’interno della stessa in regime libero-professionale, individuati per diverse classi di rischio, i massimali assicurativi sono i seguenti:

  • per gli esercenti la professione sanitaria che non svolgono attività chirurgica, ortopedica, anestesiologica e parto, massimale non inferiore a € 1.000.000,00 per sinistro, e massimale per ciascun anno non inferiore al triplo del massimale per sinistro;
  • per gli esercenti la professione sanitaria che svolgono anche attività chirurgica, ortopedica, anestesiologica e parto, massimale non inferiore a € 2.000.000,00 per sinistro, e massimale per ciascun anno non inferiore al triplo del massimale per sinistro;
  • per i sinistri in serie, massimale per sinistro e per anno non inferiore al triplo del massimale per sinistro indipendentemente dal numero dei danneggiati.

Il massimale di garanzia delle coperture assicurative relative ai contratti assicurativi obbligatori per la responsabilità civile verso i prestatori d’opera è pari a € 2.000.000,00 per sinistro e per anno.

La legge disciplina inoltre le possibilità di autoassicurazione e autoritenzione del rischio, come abbiamo già visto in un articolo raggiungibile seguendo il link.

Finalità dell’assicurazione sanitaria

La legge Gelli Bianco ribadisce il ruolo della polizza RC medico come strumento per ridurre al minimo la cosiddetta medicina difensiva, ovvero la condotta messa in atto dal medico al fine di tutelarsi

  • prescrivendo farmaci o terapie o servizi diagnostici non necessari al paziente (cd. medicina difensiva positiva)
  • astenendosi dal curare pazienti eccessivamente a rischio cd. medicina difensiva negativa)

andando a stipulare una polizza per colpa grave, il medico si metterà al riparo dalla rivalsa da parte della struttura (pubblica o privata che sia).
 

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