Omicidio Stradale: la nuova legge è incostituzionale?

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La legge sull’omicidio stradale approvata pochi giorni fa in Senato ha stupito tutti per la durezza delle pene che vengono inflitte a chi uccide guidando sotto l’effetto di alcool o stupefacenti … quello che non era stato considerato tuttavia è che questa severità -da molti esperti di giurisprudenza considerata eccessiva- potrebbe addirittura essere giudicata incostituzionale.

Andiamo a vedere perché questa norma non convince e per quale motivo la consulta potrebbe giudicarla incostituzionale.

Un delitto colposo può prevedere pene così dure?

La prima perplessità che viene rilevata dagli esperti è legata alle motivazioni che spingono a compiere questo reato:

sebbene guidare ubriachi o drogati sia un comportamento profondamente sbagliato, chi uccide guidando in queste circostanze non è un assassino per scelta, bensì per conseguenza di una situazione che -per quanto imprudente- è semplicemente la conseguenza di un errore di valutazione … si può dunque punire il responsabile con una pena che di fatto è la medesima prevista per un omicidio preterintenzionale?

Ci sono forti possibilità che la consulta non giudichi costituzionale che un delitto colposo, quale è l’omicidio stradale, venga punito alla pari della medesima fattispecie di reato compiuta in maniera preterintenzionale, ovvero con l’intento di fare del male al prossimo, anche se tale intento non si spinge alla volontà di uccidere.

omicidio stradale incostituzionale

Perché solo chi uccide alla guida?

La seconda obiezione che gli esperti di giurisprudenza portano a favore della tesi di incostituzionalità riguarda la disparità di trattamento che viene riservata a chi uccide ubriaco o drogato mentre guida rispetto a chi compie lo stesso reato nelle medesime condizioni psicofisiche ma non sta conducendo un veicolo:

è giusto che -ad esempio- un chirurgo che uccide il paziente perché sta operando sotto l’effetto di stupefacenti o chi manovra una gru da ubriaco e uccide qualcuno abbia un trattamento “standard” e l’inasprimento della pena sia riservato esclusivamente al guidatore? (seguendo il link troverete il dettaglio degli anni di carcere previsti a seconda delle circostanze).

Anche in questo caso ci sono forti perplessità, altro motivo per cui la Corte Costituzionale potrebbe non accettare l’applicazione di questa legge.

Omicidio stradale: un pessimo esempio di populismo penale

Il Sen. Luigi Manconi, membro della 2ª Commissione permanente Giustizia, definisce la nuova legge sull’omicidio stradale un pessimo esempio di populismo penale, puntando il dito contro l’apparato sanzionatorio abnorme che esso prevede;

anche il presidente aggiunto onorario della Cassazione Emilio Gironi non ha dubbi: la legge è solo un vessillo demagogico da sbandierare davanti all’opinione pubblica e di fatto difficilmente verrà applicata poiché incostituzionale …

insomma, la legge sull’omicidio stradale è appena nata (dopo una gestazione lunga anni) ma sembra già tutta da rifare, dal momento che le pene così sproporzionate verranno trattate più come un contentino per lenire il dolore dei familiari di vittime della strada che come anni di galera realmente meritati da chi si macchia di questo reato.

 

 

 

 

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